Cagiva Raptor 1000
 
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La Raptor vista dai raptoristi... (articolo a cura della redazione Motopress)
 
 
 
 
 
Corpo Mente Anima, sono questi tre i significati che scaturiscono dal trischele, il simbolo celtico che simboleggia la Cagiva Raptor, la Naked Varesina che nel 2000 si presentò alla ribalta della scena motociclistica mondiale come la risposta di Castiglioni alla Ducati Monster. In effetti le due moto sono molto più che simili, dato che annoverano lo stesso designer/creatore, ossia quel Miguel Galluzzi che proprio con la Ducati Monster dette il via al filone delle naked, moto che in pochi anni sono state in grado di monopolizzare il mercato mettendo in crisi altri segmenti. Quando Galluzzi si è trasferito alla Cagiva ha proposto la Raptor, come, citiamo le sue stesse parole, "la naturale evoluzione del Monster". E se questo viene detto dal creatore di entrambi i modelli c'é da credergli. La Raptor annovera un telaio in tubi d'acciaio sviluppato a traliccio. All'anteriore sfoggia una forcella Marzocchi da 42 mm a steli rovesciati e al posteriore un mono Sachs. Il serbatoio, molto spigoloso, è l'elemento che i possessori di questa moto prediligono, con le sue linee tese ma allo stesso tempo armoniche che nel 2000, all'epoca della sua uscita, fecero innamorare molti appassionati. A livello prestazionale la Raptor può contare sul famoso propulsore TL della Suzuki, nelle versioni 650 o 1000. Questo noto bicilindrico a iniezione, con 4 valvole per cilindro, precedentemente impiegato su modelli come il Suzuki TLS/R ha vinto molti premiper le sue caratteristiche prestazionali e di affidabilità. La versione 1000 sviluppa infatti 105 cv alla ruota con notevoli doti in termini di coppia ed erogazione, e il cambio, a 6 rapporti, è veramente morbido edefficace. Questo propulsore permette alla Raptor di correre fino a 240 kmh, che, all'epoca della sua presentazione, rappresentavano il nuovo indice di riferimento della categoria. Per la frenata la Raptor si affida a due pinze Brembo oro, a 4 pistoncini, che agiscono su due dischi
Xtra-Raptor 1000
V-Raptor 1000
V-Raptor 1000
Raptor X3
Raptor X3
da 298 mm, semiflottanti. Quando la Raptor venne presentata non mancò di suscitare clamore grazie alle due versioni dotate di semicarenatura, ossia la VRaptor e la Extra Raptor, che accompagnavano nei concessionari lanormale versione con faro tondo. La Extra Raptor in particolare, proposta in serie limitata, grazie allo sfoggio di molte parti in più carbonio, unitamente alle forcelle completamente regolabili ed a una ciclistica con quote di  avancorsa riviste per un uso più sportivo, rappresentava veramente un sogno per chiunque desiderasse una Naked con pregiato design e prestazioni al top della categoria. Certo è che quel cupolino, con le corna che lo sovrastavano, non mancarono di far storcere alcuni nasi; c'era chi diceva che la Raptor era la moto di Mazinga, e chi asseriva che precorreva troppo i tempi, certo è che la sorte di questa splendida naked fu prematuramente segnata dalle note vicende del gruppo Cagiva, che proprio in quel periodo si preparava ad entrare in una forzata amministrazione controllata che di fatto bloccò sul nascere le vendite di questo suo nuovo modello di punta. Anche la Suzuki contribuì a minare il diffondersi della Raptor limitando al minimo le forniture dei motori TL.
Quello che accade fu che pochi coraggiosi osarono comprare questa moto, e furono quelli che la adoravano così tanto da non tirarsi indietro di fronte alle difficoltà e ai problemi che la casa madre stava affrontando. Adesso questo gruppo di persone ha la certezza che il loro acquisto colmo di rischi e in completa controtendenza non fu sbagliato, poichè la Raptor ha donato loro delle grandi soddisfazioni.